Università degli Studi di Urbino Carlo Bo

Marco Rocchi

Professore ordinario di Statistica medica.
Una guida per l'Ateneo fondata sul e sui dati.

«L'università è una comunità di studiosi e di studenti. Il dialogo è la base della democrazia.»
Carlo Bo

Marco Bruno Luigi Rocchi
300+pubblicazioni scientifiche
250+articoli su riviste internazionali
7.000+citazioni della ricerca
2lauree: Scienze Biologiche e Filosofia
Il profilo

Un candidato Rettore di formazione scientifica e umanistica

Marco Bruno Luigi Rocchi è professore ordinario di Statistica medica all'Università di Urbino Carlo Bo, dove dirige il Dipartimento di Scienze Biomolecolari. La sua carriera si è costruita esattamente nel punto in cui i numeri incontrano le decisioni: la biostatistica applicata alla medicina e alla salute pubblica. È autore di oltre trecento pubblicazioni scientifiche, di cui oltre duecentocinquanta su riviste internazionali, e insegna nei corsi magistrali di Farmacia, Biologia della nutrizione e Scienze della formazione primaria, nonché del dottorato in Biomolecular and Health Sciences, di cui è stato anche coordinatore.

Come biostatistico ha collaborato a progetti dell'AIFA e del Ministero della Salute e ha fatto parte di comitati etici per le sperimentazioni cliniche dei medicinali. Nel 2025 ha partecipato alla commissione scientifica incaricata di redigere le linee guida per la valutazione medico-legale del danno alla persona — successivamente recepite dall'Istituto Superiore di Sanità per la definizione della direttiva nazionale — curandone l'impianto logico.

Accanto alla scienza, una formazione umanistica mai accantonata. Laureato anche in Filosofia, ha studiato il rapporto tra scienza e pensiero — il newtonianesimo e l'eredità dell'illuminismo — in saggi e volumi pubblicati con editori come Mimesis. È una doppia cittadinanza, scientifica e filosofica, che orienta il suo modo di intendere l'Università: un luogo dove il rigore del e la cultura non sono mondi separati.

La proposta

10 punti per l'Ateneo

Urbino è a un bivio: calo demografico, telematiche, internazionalizzazione da costruire. A sfide così non si risponde con le promesse, ma con il : decidere sulle evidenze, ascoltare chi fa vivere l'Ateneo, rendere conto dei risultati.


Tocca un punto per aprirlo

01

Un governo del : dati, ascolto, responsabilità

Le decisioni si prendono sulle evidenze, si costruiscono con la comunità e si misurano sui risultati.

  • Meno cariche accumulate su poche persone: suddivisione e rotazione degli incarichi.
  • Deleghe con obiettivi misurabili e relazione annuale pubblica; colmare quelle mancanti (enti locali, personale TA, sindacati).
  • Decisioni condivise, con motivazioni comunicate prima e dopo le delibere.
02

La ricerca al centro, in tutte le sue forme

Una grande università è prima di tutto la sua ricerca: di base e applicata, scientifica e umanistica, senza gerarchie di valore.

  • Reclutamento trasparente con criteri CoARA e piena dignità a ogni settore.
  • Trattenere i giovani ricercatori su cui l'Ateneo ha già investito.
  • Cluster interdisciplinari, sportello per i bandi europei, figura del Lab Manager.
03

Le persone prima di tutto: carriere, merito, contrasto al precariato

Un Ateneo che vuole essere eccellente comincia dal trattare con giustizia chi ci lavora.

  • Fine del sottoinquadramento del personale tecnico-amministrativo; carriere e progressioni eque.
  • Stabilizzazione di ricercatori, PTA e CEL; tutela del personale degli appalti.
  • Welfare reale: nido d'Ateneo, lavoro agile, rimborsi per la mobilità tra le sedi.
04

Una didattica che conta davvero

Insegnare bene deve valere quanto pubblicare: qualità riconosciuta, studenti al centro.

  • Riconoscere l'impegno didattico nel percorso e nella valutazione dei docenti.
  • Offerta «blended» di qualità e percorsi per studenti lavoratori, con incentivi ai docenti.
  • Diritto allo studio rafforzato e un Garante per gli Studenti indipendente.
05

Attrarre chi studia: orientamento e offerta formativa

Il calo demografico non si subisce: si affronta con una strategia di reclutamento professionale e con un'offerta costruita sui dati.

  • Ufficio Orientamento potenziato (fondi, persone) e con sfera d'intervento più ampia.
  • Rilancio nei bacini storici (Sud Italia, versante adriatico) e offerta guidata da analisi di mercato.
  • Promuovere il «Modello Urbino» e la sua bellezza — paesaggio, città, qualità della vita — come ragione per sceglierla.
06

Urbino nel mondo: un'internazionalizzazione vera

Trasformare la debolezza più evidente in un vantaggio competitivo.

  • Più corsi magistrali in inglese e una struttura dedicata agli accordi internazionali.
  • Borse e accoglienza reale per gli studenti internazionali.
  • Stabilizzare i CEL come leva diretta dell'internazionalizzazione.
07

Meno burocrazia, più tempo per ciò che conta

Ogni ora sottratta alla burocrazia è un'ora restituita alla ricerca, alla didattica, agli studenti — e l'intelligenza artificiale va usata esattamente per questo, con criterio etico.

  • Passaggi ridondanti eliminati, responsabili di processo noti, tempi di risposta misurabili.
  • Punti di ascolto accanto al ticketing, per ritrovare il rapporto umano.
  • IA per ricerca, didattica e amministrazione, con formazione sull'uso etico dei dati.
08

Il Patto per Urbino Città Campus

Università e città devono decidere insieme: una cabina di regia permanente, servizi reali, una voce pubblica condivisa.

  • Patto con Comuni, Provincia e Regione tramite una cabina di regia permanente: trasporti (anche con Roma), mobilità, alloggi.
  • Biblioteca civica col Sistema Bibliotecario di Ateneo; comunicazione condivisa con la città e con l'Accademia di Belle Arti e l'ISIA.
  • Restituire solennità alle cerimonie di laurea, costruite col Comune come eventi pubblici della città.
09

Spazi e sostenibilità

La cura dei luoghi è cura delle persone che li abitano: completare, riqualificare, raggiungere la neutralità carbonica.

  • Completare Campus E. Mattei, San Girolamo e le strutture sportive, nel solco di De Carlo.
  • Accessibilità piena e nuovi spazi per studio e aggregazione.
  • Ateneo carbon neutral entro il 2032.
10

Cultura e terza missione

La vita culturale che fa di Urbino un polo nazionale è parte dell'identità dell'Ateneo — e merita strutture, fondi e un centro d'eccellenza per il patrimonio.

  • Valorizzare Fondazione Carlo e Marise Bo, Sistema Bibliotecario di Ateneo (SBA), Sistema Museale di Ateneo, Urbino University Press, e i festival, tra cui Urbino e le città del libro e il Festival del Giornalismo culturale.
  • Un Polo di diagnostica per i beni architettonici e culturali, dentro il Patto col territorio.
  • Fondo per la Terza Missione e Consorzio «Imprese per UniUrb».
La visione per l'Ateneo

Direzioni e

Sommari di una sola idea di fondo: governare l'Ateneo sui fatti e con la comunità, rendendo conto dei risultati. Il prof. Rocchi li racconta su Instagram

Interventi e stampa

Fuori dall'aula

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